Federico Tosi di Elena Bordignon - fotografie di Henrik Blomqvist
[Elena Bordignon] Quando inizia a fare caldo ancora prima dell’estate ho la sensazione che tutto cominci ad agitarsi, persone, situazioni, gli stessi pensieri sembrano eccitarsi con il calore. D’altronde quando la temperatura aumenta le particelle, gli atomi, le molecole che compongono la sostanza, iniziano a muoversi in maniera anche casuale, vibrare, ruotare. Tu hai la stessa sensazione?
[Federico Tosi] Inizio a frizionarmi quando c’è caldo. «Sudare è bellissimo», no? Anche l’arte sembra riflettere la stagione calda. Sì, perché l’arte porta ad attivarti e a interagire, quindi automaticamente generi calore; sposti delle cose. L’atto stesso di pensare genera calore. Quindi sì, sicuramente l’arrivo del caldo fa turbinare cose, idee e persone.
[EB] Perché sei diventato un artista?
[FT] Da piccolo ero bravo a disegnare. O meglio, mi hanno sempre detto che ero bravo a disegnare; è importantissimo istigare qualcuno a perseverare. Esattamente non ricordo come sia iniziata la mia esperienza nell’arte. So solo che a un certo punto ero innamorato!
[EB] Dove hai compiuto i tuoi anni di formazione?
[FT] Ho studiato al liceo artistico Boccioni. Non volevo saperne della matematica e c’era una ragazza che mi piaceva che frequentava le medie con me e credevo che si sarebbe iscritta anche lei, ma quando ho iniziato la scuola scoprii che era andata in un altro istituto! Ad ogni modo, sin da subito ho capito che era il mio mondo. Mi piaceva frequentarlo, ero molto attivo, avevo anche iniziato ad organizzare delle mostre con altri studenti dentro la scuola. Ho seguito l’indirizzo di Beni Culturali e Restauro. In quegli anni ho studiato tanta storia dell’arte, archivistica, catalogazione e tecniche di restauro. Negli anni del Liceo dipingevo molto, pratica che ho interrotto quando mi sono iscritto a Brera, iniziando a frequentare il corso di Alberto Garutti. Lui non inibiva la pratica della pittura però è sempre stato molto chiaro e ripeteva spesso: «Io non so parlare di pittura». Ho deciso quindi di affrontare tecniche e tematiche più in linea con la ricerca di quegli anni. Poi mi sono avvicinato alla scultura frequentando il biennio specialistico, ho iniziato a interessarmi a svariate tecniche come la lavorazione del marmo, formatura, terracotta e altri materiali.
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