Jacopo Miliani
Che giorno sei nato?
Il 25 novembre… era domenica
Qual è il tratto principale del tuo carattere?
Sono un sagittario
Tre aggettivi per descriverti
Sagittario, sagittario, sagittario
A che ora ti piace svegliarti?
Di solito alle 7:30, per godermi i sogni lucidi del mattino: quelli che restano intrappolati tra le palpebre prima che si formi un’immagine precisa nella retina
Lavori al mattino presto o notte fonda?
Al mattino inizio a pensare a cosa devo fare e il corpo si muove di conseguenza. La notte guardo film; l’ultimo che mi ha colpito è stato Die My Love di Lynne Ramsay, proiettato mentre mi struggevo sul divano. Il film inizia con un bosco che prende fuoco
Cosa non manca mai nel tuo studio?
Il thé
Lo studio ti protegge o ti isola?
Mi isola e mi protegge, mi protegge e mi isola
C'è un angolo di questo spazio dove ti senti più a tuo agio?
Sul tappeto che ho comprato in Marocco. Quando ci passo sopra tolgo sempre le scarpe: è un confine verso un’altra zona
Quello dove trascorri più tempo?
Mi muovo in continuazione
Chi non vorresti mai far entrare in questo spazio?
Chi non lo rispetta
E chi invece vorresti invitare che ancora non ci è stato?
Un vampiro. I vampiri hanno bisogno dell’invito per entrare nei luoghi, e trovo molto elegante questa loro decadenza. Ho un libro sui vampiri, una raccolta-saggio di Ornella Volta, che si è occupata anche di Eric Satie… era una vampirologa
Qual è l'oggetto più inutile che c'è qua dentro?
Tutti gli oggetti sono inutili. Niente di oggettuale è necessario per vivere. Quando ce ne andiamo, tutta l’inutilità viene spesso dispersa, e questo a volte mi rende molto triste
Perché non lo butti?
Perché ho profondo rispetto verso tutto ciò che è inutile, anche se a volte cedo all’ossessione della dispersione
Dove vivi?
Tra Milano e Firenze
Di cosa ti occupi?
Arte, cinema, performance, danza, linguaggio, desideri…
In che epoca storica - oltre a quella presente - ti sarebbe piaciuto vivere?
Mi piacerebbe vivere in un’epoca in cui tutto andava più lentamente. Credo che mi basterebbe tornare all’Ottocento, in una casa non troppo isolata e non troppo in città, dentro una stanza piena di libri, dove ricevere spesso visite di amici e sconosciuti
Preferisci dolce o salato?
Dolci e champagne
Che musica ascolti?
Non so scegliere le canzoni fino a quando non ne sento il bisogno. Allora ascolto la stessa a ripetizione. Se dovessi sceglierne una ora, sarebbe Twist in My Sobriety di Tanita Tikaram
Ti piacciono le favole?
Sì, e mi fanno paura. Ogni favola è per me l’inizio di una sceneggiatura di un film horror
Qual è il tuo colore preferito?
Il rosa, ma non lo indosserei mai o quasi mai
Cosa detesti più di tutto?
L’ideologia che nasce da chi non conosce quello di cui parla, ma sente il bisogno di parlare per non ascoltare e affrontare le proprie paure
Cosa evoca in te la parola selvatico?
Quello che sono: un Sagittario. Metà uomo e metà animale. L’animale di per sé non è selvatico, perché non si definisce tale. Per essere selvatico, serve una razionalizzazione e una fuoriuscita dal razionale
Quanto conta il desiderio?
Il desiderio è tutto… senza desiderio non ci sono corpi. Per me, i corpi sono per definizione esseri desideranti. Quest’ultima frase sembra vada bene sia per l’Ottocento che per gli anni-Novanta: mi rispecchia molto
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A cura di Michela Arfiero
Fotografie di Simon171