spazio selvatico




Luce Raggi



Che giorno sei nata?
22 settembre, come Ornella Vanoni

Qual è il tratto principale del tuo carattere? Tre aggettivi per descriverti
Testarda, sarcastica e generosa. Se possibile evito la retromarcia, anche in macchina

A che ora ti piace svegliarti?
Alle 9

Lavori al mattino presto o notte fonda?
Dipende dagli impegni lavorativi e da cos’ho sognato la sera prima.
Notte fonda se sto realizzando un’animazione digitale o per scrivere a china sui miei diari, motti che forse torneranno utili

Cosa non manca mai nel tuo studio?
Pennarelli neri indelebili, china, pennelli cinesi da calligrafia, carta Fabriano, forme ceramiche da dipingere, tele da riempire

Lo studio ti protegge o ti isola?
Entrambe le cose, non ho una linea di demarcazione tra arte e vita.
Vivo dove lavoro e lavoro dove vivo, da sempre. Dalla camera da letto come primo studio di disegno, adesso, da grande, è all’interno della mia casa d’artista. Spesso popolata da visitatori, ogni tanto mi chiudo dentro e ignoro il campanello, in modalità tana libera tutti

C'è un angolo di questo spazio dove ti senti più a tuo agio? Quello dove trascorri più tempo?
Il bagno padronale, tempestato di piastrelle scritte a mano con frasi raccolte negli anni, la vera chicca di casa. Anche le scale per fare su e giù tra appartamento e studio, la mia palestra quotidiana

Chi non vorresti mai far entrare in questo spazio?
Nessuno: la casa è aperta a critiche e curiosità. Essendo uno spazio multicanale, con tanto di Another Fucking Gallery per progetti inediti miei e di artisti ospiti, in 5 anni sono passate tantissime persone e mi è capitato di dire solo una volta “non sei la benvenuta”

E chi invece vorresti invitare che ancora non ci è stato?
Jack Nicholson

Qual è l'oggetto più inutile che c'è qua dentro?
Tutte le mie opere possono essere inutili, così come tutte le mie collezioni. Perdo la testa per i gadget e sono una feticista del packaging. Conservo adesivi, scatole, sacchetti, spillette. Dipende da cosa si intende per inutile, io credo che avere un bell’archivio, che nel momento giusto può tornare utile

Perché non lo butti?
Perché mi piace accumulare cazzate

Dove vivi?
A Faenza, la città dove sono nata e dove non avrei mai pensato di tornare in pianta stabile, ma la vita, si sa, fa giri imprevedibili. La mia casa d’artista si trova davanti al Museo delle Ceramiche, con cui collaboro con orgoglio anche per eventi esterni, di recente abbiamo organizzato insieme una collettiva negli spazi bolognesi di Magazzeno

Di cosa ti occupi?
Mi definisco una disegnatrice, che è più specifico nella definizione di un mestiere del generico “artista”. Dalla linea nera continua, il mio tratto si espande su tutto, dalla carta al murales, dalla ceramica al digitale. Lavoro come grafica e gestisco la comunicazione anche per clienti esterni, insieme agli impegni collegati a casa, studio e Gallery, dove propongo a rotazione progetti di arte contemporanea, un piccolo faro di provincia attivo ormai da 5 anni. Mi piace sfumare i confini tra le discipline, tra il serio e l'assurdo, tra le forme ereditate e quelle inventate. Ogni anno curo anche la fanzine ufficiale IN DA HOUSE, racconto illustrato in forma di periodico di quanto avviene all’interno di queste mura dipinte

In che epoca storica - oltre a quella presente - ti sarebbe piaciuto vivere?
Direi la preistoria, vorrei esserci stata quando hanno scoperto il fuoco

Preferisci dolce o salato?
Salato

Che musica ascolti?
Ho sempre variato nell’ascolto, dal punk inglese al trash italiano. In questo momento, ho un sovraccarico di informazioni e ascolto molta elettronica strumentale misto composizioni jazz, senza parole

Ti piacciono le favole?
Non particolarmente

Qual è il tuo colore preferito?
Ho una fissa importante per l’arancione, con cui ho dipinto anche tutta la facciata di casa e riempito l’interno con mobili e oggetti coordinati, specialmente quelli di plastica italiana anni ’60

Cosa detesti più di tutto?
Lo gnorrismo, non so se è un termine corretto in italiano, ma è una tecnica che mi mette in forte disagio. A volte vorrei poterla applicare, ma non ne sono mai capace

Cosa evoca in te la parola selvatico?
Un ritorno alle radici

Quanto conta il desiderio?
No desiderio, no party

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A cura di Michela Arfiero
Fotografie di Simon171