Sebastiano Mauri
Che giorno sei nato?
15 febbraio
Qual è il tratto principale del tuo carattere? Tre aggettivi per descriverti
Generoso, eclettico, dispersivo. Eclettico e dispersivo sono due facce della stessa medaglia
A che ora ti piace svegliarti?
Otto e mezza, nove
Lavori al mattino presto o notte fonda?
Nè uno né l’altro, di giorno con gli uccellini che cantano possibilmente. Qui oggi non si sentono, ma ci sono spesso gli uccellini che cantano
Cosa non manca mai nel tuo studio?
Non mancano mai i ricordi di infanzia
Lo studio ti protegge o ti isola?
Entrambi, direi che non si escludono l’un l’altro. Mi protegge isolandomi. Io sono un orso, isolato mi sento protetto
C'è un angolo di questo spazio dove ti senti più a tuo agio? Quello dove trascorri più tempo?
Alla scrivania guardando fuori dalla finestra. E’ dove trascorro più tempo, sicuramente
Chi non vorresti mai far entrare in questo spazio? E chi invece vorresti invitare che ancora non ci è stato?
Il tipo di persona che amo meno direi: i prepotenti ed i prevaricatori.
Sophie Calle, la inviterei a curiosare
Qual è l'oggetto più inutile che c'è qua dentro?
Perché non lo butti?
E’ quasi tuto inutile. Se è utile non c’è.
Non lo butto perché non riesco a buttare via assolutamente niente. Sono un accumulatore seriale. Sto lavorando duramente per sgomberare, ho portato via una quantità di roba, ma per ogni cosa devo trovare un destinatario. Quindi, con molta difficoltà, trovo a chi dare i vestiti, a chi dare gli oggettini. Ho un sacco di amici che sono passati di qui e sono andati via con borse piene di cose
In che epoca storica - oltre a quella presente - ti sarebbe piaciuto vivere?
Nord America prima che arrivasse Cristoforo Colombo a mandare tutto in vacca
Preferisci dolce o salato?
Salato, facilissimo
Che musica ascolti?
Veramente di tutto di più. Se voglio calmarmi ascolto Icaros, le musiche sacre peruviane
Ti piacciono le favole?
Sì, certo
Qual è il tuo colore preferito?
L’arancione, anche se da bambino fingevo fosse il blu. Credevo fosse il colore che dovevo scegliere, ma segretamente amavo l’arancione
Cosa detesti più di tutto?
L’ingiustizia
Cosa evoca in te la parola selvatico?
Mi riporta al focus dei miei lavori; al recupero di qualcosa di nobile, di una libertà, di contatto con la natura, di qualcosa che forse una volta faceva parte di noi e che abbiamo via via perso, vivendo in scatole di cemento, qualcosa a cui spero torneremo il prima possibile
Quanto conta il desiderio?
Moltissimo. Nel mio essere eclettico, passando dall'arte, alla regia, alla scrittura, ho sempre solo seguito il desiderio. Anzi, a volte mi rimprovero il fatto che non riesco a lavorare se non c'è il desiderio dietro. Se non c'è desiderio, non mi alzo dalla sedia.
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A cura di Federica Tattoli
Fotografie di Simon171