Ti affido il mio cuore - testo di Andrea Bartolomeo Cafarella - Fotografie di Elena Braghieri
Avi Maria,
pa casa o pa via.
modo di dire lenese
يبلق كعدوتسأ ينإ مهللا
preghiera islamica
è uguale per me il punto
da cui cominciare:
là ritornerò di nuovo.
Parmenide
Salina è una piccola Sicilia.
Situata al centro dell’arcipelago delle Eolie, è suddivisa in tre comuni: Santa
Marina, Malfa e Leni. Le altre sei isole, invece, fanno tutte capo al comune di Lipari, come se Salina fosse distaccata, diversa.
Salina è una piccola Sicilia e, come la Sicilia, è sempre stata divisa. Come la
Sicilia, anche Salina ha conosciuto fortune e profonde sconfitte. Fin dall’antichità ha vissuto periodi di grande splendore, grazie al commercio dell’ossidiana. In seguito, come “isola verde”, ha prosperato con la coltivazione dell’uva e della celebre Malvasia. Poi il cuore pulsante di quest’isola di fuoco si è affievolito, lasciando spazio al tempo lento e disteso della vita vegetale.
E quando questo accade – da Salina come dalla Sicilia, come da qualsiasi Sud – la gente se ne va. La gente se ne deve andare. Eppure, a volte, qualcuno osa tornare, inseguendo il mito di Odisseo. Ha dovuto affrontare fatiche immani per raggiungere l’altro capo del mondo: l’Australia, gli Stati Uniti, il Canada. Con una nostalgia infinita sulle spalle già dolenti, da consumare nelle interminabili ore di mare, nelle lunghe tempeste,nell’incertezza.
Ci fermiamo davanti a un frammento della fiancata di una barca, con una scritta in arabo dipinta sul legno. Accanto, una radice sospesa nell’aria. Una radice sradicata. Per ricordarci che quando un popolo viene estirpato dalla propria terra, non è mai per volontà, non è mai un piacere, non è mai davvero una scelta.
“Sono resti rinvenuti dalle migrazioni più recenti, per creare un parallelo” ci invita a osservare Elena Basurto, direttrice del Museo Eoliano dell’Emigrazione. Resti. E quest’isola è fatta interamente di resti: case dirupate abbarbicate alla montagna, abbandonate all’apocalisse da ignoti ambasciatori stranieri, ruderi di ogni
tempo, insediamenti preistorici e ville ottocentesche, roccaforti della Grande
Guerra, statue massoniche e innumerevoli strati millenari di roccia lavica che
custodiscono i resti di un passato ancestrale...
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